14/02/2018

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12 febbraio 2018 ore17.48


"Gli accordi – afferma Marina Bergamin, responsabile Politiche di genere della Cgil locale – hanno assegnato un ruolo importante alla consigliera di parita` provinciale"
Quattro convegni pubblici con il coinvolgimento degli enti locali e dei centri antiviolenza vicentini; assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio; quattro laboratori didattico-formativi ed esperenziali con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo. Sono i primi atti concreti – a seguito di un accordo firmato a livello nazionale tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro – che si stanno organizzando nel Vicentino grazie e tre accordi provinciali (Confindustria, Apindustria- Confimi, Confcommercio) e altri due a livello regionale (Confapi e Confartigianato-Cna- Casartigiani). Alcuni contratti aziendali hanno poi acquisito i protocolli.
“Gli accordi – afferma Marina Bergamin, responsabile Politiche di genere della Cgil Vicenza – hanno assegnato un ruolo importante alla consigliera di parita` provinciale. Immediatamente ci si e` messi al lavoro creando un ‘gruppo di progetto’ per rendere concreti i passaggi da fare tra le aziende e tra lavoratrici e lavoratori. La Consigliera, con il nostro contributo, ha redatto un progetto, individuato risorse proprie e un’associazione specializzata in grado di gestire concretamente il percorso (Ri.Genera.Azione). E` stato un percorso lungo e non sempre lineare, ma ora e` partito”.
Il programma e` partito lo scorso 15 settembre e si snodera` per tutto il 2018.Prevede innanzitutto la suddivisione della provincia in quattro zone: Vicenza, Bassano del Grappa, Schio-Thiene e Valdagno. Qui verranno replicate tutte le attivita` al fine di renderle piu` accessibili. Nelle quattro giornate laboratoriali si affronteranno, con esercitazioni e simulazioni i temi oggetto degli accordi, le norme, i codici di condotta, la figura del consigliere di Fiducia. Saranno inoltre approfonditi, mediante tecniche esperienziali e psicocorporee, gli aspetti psicologici e l’impatto sulla salute psicofisica delle molestie, della violenza e delle discriminazioni nei luoghi di lavoro. “Verranno poste le basi – conclude Bergamin – per costruire una rete di soggetti territoriali pubblici privati e no profit, allo scopo di attivare un osservatorio territoriale che svolga funzione di monitoraggio, prevenzione e rimozione dei fenomeni di violenza e molestia nei luoghi di lavoro”.



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