05/04/2018

Necessaria una proroga dell’entrata in vigore ed una adeguato scaglionamento che tenga conto della dimensione dell’impresa.

Roma, 3 aprile 2018  L’obbligo di emettere fatture elettroniche , previsto già dal 1 luglio prossimo per i distributori di carburante e per i subappaltatori con le PA,  non deve comportare aggravi di costi ed ulteriore appesantimento burocratico per le microimprese.
E’ la posizione espressa nei giorni scorsi da CASARTIGIANI al tavolo sulla fatturazione elettronica presso l’Agenzia delle Entrate. 
Il cambiamento epocale introdotto dalla riforma, infatti, se da un lato risponde alle esigenze di informatizzazione che inevitabilmente stanno modificando la società in generale, dall’altro non tiene conto del fatto che ci sono molte imprese _ soprattutto di piccola dimensione _ che non sono ancora preparate a gestire l’adattamento alla fatturazione elettronica, con conseguenti ricadute facilmente prevedibili sia in termini di adempimenti amministrativi che di aggravio dei costi gestionali. 
Per CASARTIGIANI dunque è necessario prorogare le scadenze previste per  l’introduzione del nuovo regime e contestualmente l’avvio graduale tenendo conto delle maggiori difficoltà che riscontrano le piccole imprese.  Sarà necessario poi introdurre alcuni importanti elementi di semplificazione come ad esempio la possibilità per le imprese di emettere e ricevere fatture elettroniche attraverso un intermediario incaricato (es. le associazioni di categoria), l’abolizione dell’obbligo di apporre la firma digitale sulla fattura elettronica,  la conservazione elettronica delle fatture da parte dello stesso sistema sia per gli adempimenti fiscali che per quelli di tipo civilistico.
Tutto questo per evitare ai piccoli imprenditori l’ennesimo costoso adempimento a fronte dei già numerosi obblighi burocratici in materia fiscale.



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