03/08/2017

Michele Marchese è impegnato nell’ennesima gloriosa battaglia, come solo Lui sa combattere, con generosità, determinazione e fedeltà.
Da Lui c’è pervenuto lo spunto di un incisivo pensiero di V. Nicassio: “disse la verità alla falsità: Io sono il sole e tu sei il fulmine. Io illumino, tu abbagli. Io sono l’ora e tu sei l’attimo. Per quanto tu possa anticiparmi io ti raggiungerò sempre”.
Del resto il Rais è una fonte profondissima di aneddoti e di aforismi tanto da averci indotto a creare un’apposita Rubrica. Adesso, la grande “battaglia” è quella sulla Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa, di cui vi abbiamo dato conto in queste Rubriche, riportando numerosi ritagli di giornali più o meno esaustivi. Naturalmente vi terremo informati o meglio, Michele ci terrà aggiornati, ben sapendo che quella delle Camere di Commercio è parte di un più ampio conflitto, ma anche confronto, sul ruolo delle forze intermedie, quasi fosse un paradigma tutto italiano, antropologico ma anche psicologico. Meglio ancora, quella che era una compensazione di “invenzione” puramente Democristiana, è divenuta una rottamazione spesso (se escludiamo i compensi che è giusto ridimensionare se non eliminare) autolesionistica e controproducente. Ma questo non lo si venga a dire a noi che siamo fedeli interpreti della ferrea volontà di rifiuto a qualsivoglia “cadrega”, soprattutto se ricompensata, soprattutto se ambita e non giustificata dal Servizio.
Michele, comunque, è il paradigma positivo, alla Sua veneranda ma mai dimostrata età, di come si potrebbe contribuire a rilanciare il PIL  e ad aiutare questo grande, straordinario, meraviglioso Paese. Infatti, quando passiamo davanti ai bar o punto giochi, biliardi o qualsivoglia luogo di ritrovo e troviamo uomini dai capelli bianchi inutilmente “stravaccati” nell’accidia, perché l’ignavia già l’hanno praticata in gioventù, pensiamo a quanto potrebbero essere utili se avessero la metà, pur magari avendo molti anni di meno, della volontà d’impegno di uno come Michele. Ognuno di loro trovando dentro se stesso una specificità, una collaborazione, potrebbe dare molto e dare una risposta alle nuove generazioni, su cui faremo un discorso a parte, annegate tra il fenomeno dei Neet (giovani che non studiano, non fanno formazione, non lavorano e non lo cercano) e che unica certificazione di esistenza la trovano sui social, che appagano la vanità dell’effimero e un consenso drogato. Riflettevamo sul fatto che la divaricazione generazionale era dovuta, negli anni ’70-’80, ad aspetti di diversità ma senza elementi di discontinuità, mentre ora la nuova tecnologia ha creato due mondi separati, il cui discrimine sta proprio nella cognizione e nella competenza sul digitale. Ma proprio qui ci viene il dubbio, sapendo le capacità di Michele di gestione, anche in questo ambito, pur con saggezza e scetticismo, allora chi è veramente vecchio e chi è veramente giovane?!
Onore e rispetto per quelli che si sentono giovani come Michele, e che hanno la stessa fedeltà alla causa e lo stesso rispetto per la Vita.
Il senso dell’ardire, come un meraviglioso campanile, con le campane a suonare l’Inno della Vita.  

 



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