31/05/2017

Relazione della FNPA Casartigiani al Consiglio Federale del 28 maggio 2017

La nostra, di noi seniores, è e deve assolutamente essere l’età e il tempo della saggezza, dell’equilibrio e della guida, verso le altre generazioni, in un’epoca di incertezza, di transizione e se vogliamo, purtroppo, anche di paura. Riflessioni sulle drammatiche congiunture sono all’ordine del giorno: guerre, terrorismo, diaspore di popoli, crisi economica dovuta alla globalizzazione, egoismo sempre più generalizzato e diffuso, conflitti generazionali, rassegnazione, disorientamento. Viviamo quel senso indefinito, inconsapevole ma avvertito di solitudine davanti all’ignoto, inteso come evento e incertezza. Non sappiamo bene quale sarà il problema che prima ci colpirà, ma certamente la nostra vita è diventata più esposta, più precaria e difficile. Ognuno risponde con la sua personalità, con il suo carattere e con la sua dignità, facendo il suo dovere e dando un esempio di coerenza e di impegno. Questa è la strada giusta da seguire. Aristotele diceva quando c’è un grandissimo problema scomponilo, fanne cento problemi e risolvine uno alla volta , se puoi, se no lascia fare a chi di dovere. Un piccolo grande esempio di coerenza e di impegno lo ha dato oggi Teresa De Giusti, la nostra grande Signora della nostra onesta età, essendo presente, nonostante alcune difficoltà, così come la presenza di tutti voi che siete degni del ruolo ricoperto, ognuno riconosciuto per la sua esperienza di vita e di impresa, per la sua umanità e per la sua civiltà.
Pensiamo ad Elio Gatti, un grandissimo gentiluomo sardo che nella sua vita di imprenditore poliedrico ha vissuto per la sua famiglia, per l’Artigianato e per Casartigiani.
Salutiamo Vincenzo Di Giovanna, grande esperto delle materie previdenziali, riconosciuto da tutti per il suo impegno sindacale e associativo.
Come non esaltare la presenza di Giorgio Grosso, importante imprenditore trevigiano, sensibile e raffinato sindacalista e politologo, amico personale del nostro Presidente, che ne ascolta i consigli, apprezzandone la competenza.
Un abbraccio particolare al nostro decano, alla nostra guida, al nostro esempio, il grande Luigi Ciace vero punto di riferimento da sempre e per sempre di Casartigiani e della FNPA, nel ricordo della sua indimenticabile Franca.
Un caro saluto anche a Gisella, collega valorosa e compenetrata e con lei anche a Silvana Sanfilippo, nipote di grande arte e grande prestigio, amica e collega.
Un saluto anche a un validissimo dirigente come Salvatore Spinnato.
Un grazie anche al mitico Eugenio Blasi, viceré di Calabria, sempre presente e significativo con la sua storia e la sua espressione di veracità calabra.
Salutiamo naturalmente tutti gli assenti, che non hanno potuto essere qui con noi oggi, ma che rappresentano la nostra consistenza e la nostra appartenenza, in particolare vogliamo mandare un forte abbraccio a Pippo Ambrogio, Mario Brezzi e Michele Cacace.
Questo è il nostro Senato, questo è il nostro retaggio, di una Federazione storica, che ha visto avvicendarsi grandissima umanità, rappresentata da persone inimitabili, di cui ci è caro il ricordo, ma soprattutto l’esempio e l’insegnamento. Diciamo quindi l’età dell’incertezza, la nostra, un’epoca difficile ma soprattutto difficilmente leggibile, perché piena di incognite. Naturalmente l’età giovane e anche l’età matura, prevede per certi versi un impegno più coinvolgente, ma si avvale oggettivamente di una diversa energia. La nostra età,  dell’aggiunta maturità, in cui a volte le forze sembrano abbandonarti, si deve avvalere di un quid trasmettibile di saggezza e di positività, come conditio sine qua non, non solo per se stessi ma per gli altri. L’età, quindi, della saggezza di fronte a questa enorme incertezza. Il Premio Nobel, Salvatore Quasimodo, siciliano, poetizzò e celebrò che “L’uomo nasce solo al centro della terra, trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”. Noi vogliamo dare luce alla sera e speranza perché vogliamo rappresentare la continuità di quel raggio di sole, perché associandoci abbiamo preso un impegno, non solo di tutela di interessi ma di rassicurante rappresentazione sociologica.  Alzi la mano chi non si sente confortato dalla presenza reciproca, dalla solidale parola dei colleghi. In particolare una delle paure degli anziani, ma oggigiorno non solo di loro, è quella della solitudine. L’uomo si sente solo, di fronte a tanta incertezza, avendo perduto le sue poche sicurezze, una volta che con la globalizzazione viene meno il concetto di Nazione e quindi di Patria, sta arretrando, nonostante la luce della Fede non si spenga, il senso stesso del credere e del sentire la presenza di Dio così necessaria, così ineluttabile all’uomo. Anche in questo, la nostra Federazione, dà una risposta con la sua vocazione laica, ma anche con la sua sensibilità cristiana e con la sua Fede nella gente e nell’impegno. Per non parlare dell’ultima mancanza, che è quella che ha colpito i nostri giorni, del venir meno dell’archetipo familiare, che stiamo sostituendo fortunatamente con l’accentuazione dei sentimenti e con l’implementazione dell’impegno civile. Noi siamo una grande famiglia che accoglie le migliori espressioni di sensibilità. Di fronte al problema della solitudine, la nostra solidarietà va, in particolare, a coloro che provengono dalle grandi metropoli, laddove questo problema è immanente e fuorviante. Laddove la percentuale di popolazione ultra sessantacinquenne raggiunge il 25%, molti dei quali in condizioni economiche difficili, per non dire disperate. Diciamo la verità, in questo Paese c’è un’emergenza giovani ed un’emergenza anziani,  con un’età di mezzo distratta e confusa, che non pianifica ma spesso è autoreferenziale e asintomatica. Invece, si tende ad acuire un contrasto generazionale tra prima e terza età che non ha ragione di esistere, perché se c’è una solidarietà, c’è e ci deve essere proprio tra queste due generazioni.
Noi siamo stati la generazione che è stata penalizzata in vecchiaia e in gioventù, perché abbiamo visto i nostri genitori e i nostri nonni avere privilegi pensionistici e non solo, laddove noi riceviamo penalizzazioni e ingiustizie, ma non vogliamo che questi nostri ragazzi e ragazzini siano a loro volta penalizzati, perché se c’è qualcuno che nelle famiglie fa sacrifici e aiuta i più giovani, questi siamo noi.
L’età della saggezza, appunto, che viene incontro, per usare una bivalenza semantica all’età dell’incertezza, in questo caso intesa in senso soggettivo e cioè non come epoca ma come, appunto, momento della vita. È questa la nostra essenza, non solo in senso individuale, ma anche in senso complessivo, come Organizzazione. Se riusciremo a contribuire a vincere le paure, non solo tra noi colleghi ma con un “ponte” verso gli associati e i coevi, avremo ancora una volta fatto il nostro dovere. Oltre alla paura della solitudine, della povertà e della perdita della salute che sono le principali angosce alle quali rispondiamo con la presenza, con la tutela degli interessi e con le iniziative, e pensiamo per esempio a Sanarti, al quarto posto e forse anche prima c’è il bisogno di Sicurezza, per una società sempre più pericolosa soprattutto verso gli anziani, per una società sempre più multietnica, spesso però troppo accentuata nel senso di una mancanza d’integrazione dovuta a una giusta e sensibile accoglienza. Naturalmente questo è compito delle Istituzioni, ma anche noi possiamo fare la nostra parte, non tanto con i social, quanto con una fitta rete d’interlocuzione e di sensibilità, tenendo sempre a mente le Parrocchie e i Centri anziani laici, facendo sì che nessuno si senta solo e soprattutto si senta confortato della fiducia e dal consiglio di un amico. Tutto il restante ambito attiene a problematiche escatologiche dovute al Secolo e al Millennio e non all’età intesa in senso soggettivo. Paradossalmente cento anni fa, nel 1917, ci trovavamo in piena Prima Guerra Mondiale e i problemi che abbiamo esposto erano molto più gravi e irrisolvibili, anche se c’erano molti più valori a sostegno. Il Secolo e il Millennio hanno portato problematiche nuove e inaspettate, all’alba del nuovo giorno, che fu il 2000. La Globalizzazione conseguente alla caduta dei muri, ha causato l’irrompere sul mercato di mano d’opera più che deprezzata, di delocalizzazione e di deregolamentazione totale. L’Italia che viveva nel contesto occidentale con la sua qualità industriale e manifatturiera ma con la sua percentuale di popolazione relativamente modesta, si è trovata esposta particolarmente agli eventi. Paradossalmente ci ha salvato un’Europa che più ci ha penalizzato con lo sciagurato accordo di un euro a duemila lire e con delle regole dettate da una Germania, che come recita il copione, da tradizione, dimostra una certa arroganza nei nostri confronti. Però non c’è e non ci può essere altra strada che l’Europa UNITA se si vuole sopravvivere in quest’epoca post moderna e post idealistica di globalità.
Ma la paura più grande è quella di una terza e definitiva guerra, come se l’uomo avesse dimenticato l’orrore e cavalcasse i pretesti per dimostrate qua e là, sulla terra, la propria ferocia, incurante delle terribili conseguenze, pensiamo al terrorismo, alla situazione in Medio Oriente e in Siria, alla Corea e a una guerra strisciante che non può definirsi religiosa, ma che prende a pretesto le religioni. Ci domandiamo, in ultimo, cosa può fare una piccola, grande, Federazione Artigiani di fronte a tutto ciò, che comunque si può e si deve affrontare con coraggio e dignità. Si deve continuare a riunire, a parlare, a comunicare, a dare e ricevere amicizia, a dare e ricevere speranza, a esprimere persone meravigliose come tutte quelle che hanno vissuto questa nostra esperienza, grati e orgogliosi noi che li abbiamo e vi abbiamo servito, affinché un solo pensiero di ognuno di voi sia servito alla crescita dell’Umanità.

FNPA –CASARTIGIANI
Sempre, tanto, ancora



© 2015 - CASARTIGIANI - Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani - Realizzazione siti web - web marketing