Roma, 30 luglio 2026 – Le associazioni nazionali dell’autotrasporto CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CNA FITA e SNA CASARTIGIANI esprimono una valutazione complessivamente positiva sul in merito al nuovo D.L. 27 luglio 2026, n. 133, recante disposizioni urgenti sulle accise e sui sostegni al settore. L’intervento immediato del Governo rispetta gli impegni politici assunti a Palazzo Chigi lo scorso maggio, offrendo un segnale concreto a fronte del nuovo incremento dei prezzi dei prodotti energetici. E’ quanto si legge in un documento unitario inoltrato oggi dalle tre Associazioni di categoria alla VI Commissione Finanze delle Camera di Deputati
Accolte con favore la fissazione dell’aliquota del gasolio a 532,90 euro per 1.000 litri dal 30 luglio al 6 agosto 2026, l’allineamento della medesima aliquota anche per HVO e biodiesel particolarmente utile per evitare distorsioni di mercato nel breve periodo, l’estensione del periodo agevolato ai mesi da marzo a luglio 2026 e l’aumento del plafond finanziario complessivo a 322 milioni di euro.
CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CNA FITA e SNA CASARTIGIANI evidenziano tuttavia la necessità in sede di conversione del provvedimento_ di estendere il termine per l’utilizzo del credito d’imposta dal 31 dicembre 2026 al 31 marzo 2027. La scadenza attuale costringerebbe le imprese a concentrare le compensazioni in un periodo dell’anno privo di capacità fiscale capiente, vanificando l’efficacia stessa dell’agevolazione. Lo spostamento a 31/03/2027 allineerebbe inoltre la norma italiana alle scadenze del Temporary Framework della Commissione Europea.
Le associazioni inoltre mettono in guardia contro il carattere episodico e d’emergenza degli interventi “a finestra” e richiedono l’introduzione di meccanismi automatici che attivino riduzioni fiscali o crediti d’imposta al superamento di precise soglie di prezzo del gasolio.
Infine, massima preoccupazione viene espressa per le ricadute logistiche legate allo stabilimento Acciaierie d’Italia. La prevista sospensione dell’area a caldo entro 90 giorni genererà una drastica contrazione dei flussi di materie prime e semilavorati, minacciando la liquidità e la sopravvivenza delle aziende di autotrasporto collegate all’indotto. CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CNA FITA e SNA CASARTIGIANI richiedono pertanto l’avvio immediato di un tavolo istituzionale permanente sulla crisi ex ILVA che includa espressamente i rappresentanti dell’autotrasporto e della logistica insieme alla definizione di misure straordinarie di liquidità per le imprese della filiera e l’attivazione di ammortizzatori sociali specifici per tutelare l’occupazione dei lavoratori del comparto.