In primo piano 07 Aprile 26

Da oggi vietato utilizzare il termine “artigianato” e “artigianale” senza avere i requisiti.

Un passo avanti storico nella salvaguardia delle nostre imprese

 

Roma 7 aprile 2026 _ Da oggi entra in vigore il divieto di promuovere prodotti o servizi, che contengano riferimenti all’artigianalità, da parte di aziende non regolarmente iscritte all’albo provinciale delle imprese artigiane o che, in subordine, non realizzano direttamente tali prodotti. E’ quanto prevede l’articolo 16 della legge 11 marzo 2026 n.34 c.d. Legge annuale sulle PMI che interviene a modificare l’articolo 5 della legge quadro sull’artigianato.

Si tratta di una vittoria storica per l’artigianato e per CASARTIGIANI che si è fortemente battuta per l’introduzione di tali disposizioni e che da sempre si prefigge lo scopo specificatamente rappresentativo dell’artigianato tradizionale, familiare e della microimpresa”. Questo il commento del Presidente di CASARTIGIANI Giacomo Basso secondo il quale “il provvedimento è necessario per combattere la concorrenza sleale e garantire trasparenza ai consumatori, certificando l’autenticità del saper fare delle nostre imprese, orgoglio italiano, e dei nostri prodotti che si caratterizzano da sempre per il gusto, la qualità, l’aggiunta del bello all’utile, e sono la testimonianza di uno stile di vita in tutto il mondo”.

Da oggi pertanto nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio o nella promozione dei propri prodotti o servizi da essa commercializzati, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all’artigianato e all’artigianalità dei prodotti e dei servizi, se essa non è iscritta all’albo di cui al primo comma e non produce o realizza direttamente i prodotti e servizi pubblicizzati o posti in vendita qualificandoli come artigianali e lo stesso divieto vale per i consorzi e le società consortili fra imprese che non siano iscritti nella separata sezione di detto albo.

La novella stabilisce altresì che ai trasgressori è inflitta, dall’autorità regionale competente, una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro pari all’1 per cento del fatturato dell’impresa. Tale sanzione non può comunque essere inferiore ad euro 25.000 per ogni violazione ed è irrogata nel rispetto delle procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.

CASARTIGIANI esprime l’auspicio che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedano immediatamente ad adeguare la propria legislazione alle nuove disposizioni.

Giacomo Basso,
L'impegno con gli artigiani
Saggi artigiani
Dalla penna di Giacomo Basso, i racconti artigiani pensati per esaltare l’artigianato attraverso l’uomo.
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