La guerra in Iran e la nuova crisi mediorientale si abbattono con forza anche sulla Calabria, mettendo in difficoltà una regione già economicamente fragile.
Dai nostri studi emerge come la Calabria subisca già una forte penalizzazione a causa del costo dell’energia più alto rispetto ad altre regioni italiane. Molte imprese operano con margini ridotti e in un contesto caratterizzato da infrastrutture insufficienti.
I nuovi rincari colpiscono famiglie e imprese calabresi con un’intensità maggiore rispetto al resto del Paese. Il paradosso è che la Calabria possiede enormi potenzialità per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ancora oggi largamente inutilizzate.
Come Casartigiani Calabria lanciamo un serio allarme: ulteriori aumenti potrebbero avere conseguenze molto pesanti sul sistema produttivo, con un costo in termini di sviluppo economico e occupazione che potrebbe sfiorare il miliardo e mezzo di euro. Se a questo aggiungiamo i danni provocati dagli ultimi due uragani di poco più di un mese fa, il rischio è quello di una nuova e profonda crisi economica per la regione.
Per questo Casartigiani Calabria propone al Presidente Roberto Occhiuto un piano articolato su tre assi.
Il primo asse prevede un intervento immediato: l’istituzione di un Fondo Regionale di sostegno alle famiglie in povertà energetica con ISEE basso non coperte dal bonus nazionale e alle imprese con meno di cinque dipendenti, cioè quelle più vulnerabili e meno tutelate dalle misure esistenti.
Il secondo asse riguarda il breve periodo e prevede il potenziamento del Fondo regionale FEERI, già istituito dall’amministrazione Occhiuto, insieme a una semplificazione delle procedure di accesso per le imprese. Sarebbe utile istituire uno sportello dedicato in Regione, eventualmente gestito anche dalle associazioni di categoria, per accompagnare le imprese nell’accesso agli incentivi per fotovoltaico ed efficientamento energetico.
Il terzo asse guarda al lungo periodo: la realizzazione di un Piano Speciale per l’Energia. In questo contesto proponiamo la creazione di un consorzio regionale per l’energia, proposta già discussa dalla nostra associazione con i nuovi assessori, attraverso il quale la Regione possa negoziare direttamente i prezzi con le grandi multinazionali energetiche e sviluppare un piano strutturale per le energie rinnovabili.
Tre proposte concrete che, a nostro avviso, rispondono alle necessità delle imprese e possono favorire lo sviluppo economico della regione, portando finalmente la Calabria da regione importatrice a regione produttrice di energia.