In primo piano • 01 Ottobre 26

Riforma Artigianato: “Nessuna distorsione della concorrenza, la crescita delle imprese è un bene per il Paese”

La revisione della legge quadro, attesa da 40 anni, garantisce la neutralità finanziaria per lo Stato, tutela i lavoratori e allinea l’Italia ai parametri europei di Francia e Germania.

 Roma, 1° ottobre 2026 – “Il dibattito sulla riforma della disciplina dell’artigianato deve essere affrontato con rigore, evitando di alimentare contrapposizioni strumentali che non corrispondono né all’impianto del provvedimento allo studio del Governo né alle esigenze reali del sistema produttivo”.  È quanto dichiarato dal Presidente di CASARTIGIANI Giacomo Basso, dopo un confronto con il comitato di presidenza, in merito ad alcune affermazioni apparse sulla stampa in questi giorni.

Le stime allarmistiche su ipotetici impatti per le casse dello Stato risultano del tutto infondate. Il testo della riforma prevede infatti una chiara clausola di neutralità finanziaria rispetto alla contribuzione INPS: le imprese artigiane che, crescendo, supereranno le soglie ordinarie di personale applicheranno la medesima contribuzione previdenziale prevista per le imprese industriali di pari dimensione.

Al contrario, l’allargamento dell’obbligo di iscrizione alla Gestione Speciale Artigiani IVS per titolari e soci determinerà un incremento delle entrate contributive per lo Stato.

La riforma non creerà alcuna “zona grigia” né disparità di trattamento sul mercato. La proposta di innalzamento della soglia a 49 dipendenti non è generalizzata, ma riguarda solo ed unicamente il settore artistico- tradizionale per il quale il suddetto limite è già a 40 dipendenti compreso gli apprendisti.

Inoltre, è necessario smentire categoricamente ogni rischio di dumping salariale o contrazione delle tutele per gli 1,8 milioni di lavoratori del comparto: la qualificazione giuridica di impresa artigiana non vincola l’azienda a un determinato contratto collettivo, consentendo già oggi l’applicazione di contratti industriali e viceversa.

«Negare alle imprese artigiane di essere ricomprese nel perimetro delle piccole imprese significa andare in direzione opposta rispetto a principi ormai consolidati a livello europeo», conclude Basso. «Lo dimostrano gli ordinamenti di Paesi come Francia e Germania, nei quali non sono previste limitazioni alla crescita. L’artigianato è una componente strutturale del sistema produttivo italiano, capace di innovare, esportare e creare occupazione. La crescita dimensionale non può diventare la ragione per negare a queste imprese la loro natura, protetta e valorizzata dall’Articolo 45 della Costituzione».

La disposizione di delega al Governo per approntare la riforma della disciplina dell’artigianato dovrà essere esercitata entro il 7 gennaio 2027. CASARTIGIANI esprime l’auspicio che Governo e Forze politiche non perderanno l’occasione per riformare questo importante settore e per riconoscere il loro reale ruolo nel sistema economico nazionale.

 

 

Giacomo Basso,
L'impegno con gli artigiani
Saggi artigiani
Dalla penna di Giacomo Basso, i racconti artigiani pensati per esaltare l’artigianato attraverso l’uomo.
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